2104

Responsabilità del datore di lavoro per contagio da Covid19 dei dipendenti

L’emergenza sanitaria in corso ha costretto il Governo ad adottare misure straordinarie volte a contenere la diffusione del contagio da nuovo Coronavirus.

Tra le misure che hanno maggiormente inciso sulle libertà fondamentali delle persone vi sono il divieto di allontanamento dal proprio domicilio e la sospensione – coattiva – delle attività produttive non essenziali.
Le misure di contenimento dell’epidemia hanno di fatto diviso la popolazione tra coloro ai quali è fatto divieto di allontanarsi dal domicilio e sono stati costretti ad interrompere la propria attività lavorativa (usufruendo ove possibile di modalità di lavoro agile) e chi, al contrario, è stato autorizzato a proseguire la propria attività lavorativa. Proprio riguardo a questi ultimi si evidenziano particolari criticità per la maggiore esposizione al rischio di contagio.

Il Governo ha, per questa ragione, rivolto agli operatori economici – con lo strumento del DPCM – raccomandazioni di carattere generale, relative alla limitazione alla prosecuzione di attività produttive non indispensabili (rispetto alla quale recentemente si è progressivamente stretta la morsa governativa); e di carattere specifico quali obblighi di sanificazione dei luoghi di lavoro, rispetto dell’utilizzo di dispositivi di prevenzione individuale nei reparti e nelle zone ove non sia possibile rispettare le distanze di sicurezza ed adozione di protocolli di sicurezza anti contagio.

Tali disposizioni sono state integrate dalle misure precauzionali indicate dal Protocollo Interconfederale del 14 marzo 2020 (1) il cui obiettivo prioritario è coniugare la prosecuzione delle attività produttive con la garanzia di condizioni di salubrità e sicurezza degli ambienti di lavoro e delle modalità lavorative (informazioni ai lavoratori ed ai soggetti estranei all’azienda; modalità di ingresso in azienda; modalità di accesso di fornitori esterni; pulizia e sanificazione in azienda; precauzioni igieniche personali; disposizioni di protezione individuale; gestione spazi comuni; organizzazione aziendale; gestione entrata ed uscita dei dipendenti; spostamenti interni, riunioni ed eventi formativi; gestione soggetto sintomatico in azienda; sorveglianza sanitaria in azienda; aggiornamento protocollo di regolamentazione e costituzione di un Comitato per l’applicazione e la verifica delle regole del protocollo).

(1) Cfr. Protocollo di regolazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid19 negli ambienti di lavoro – Accordo Interconfederale del 14 marzo 2020.

Si segnala come le misure precauzionali siano state tradotte da Confindustria in modelli pratici (facsimile informativa privacy per la eventuale misurazione della temperatura e “memorandum visitatori”) offerti all’utilizzo degli operatori economici. Seguendo la scia operativa indicata dal suddetto protocollo e su segnalazione di Confindustria, nell’ambito territoriale di riferimento, la Regione Veneto ha adottato in data 26 marzo 2020 un documento denominato “Indicazioni operative per la salute negli ambienti di lavoro non sanitari”, la cui finalità è quella “di fornire indicazioni operative, da attuare nel rispetto dei principi di precauzione e proporzionalità, finalizzate a incrementare, negli ambienti di lavoro non sanitari, l’efficacia delle misure di contenimento adottate per contrastare l’epidemia di COVID-19” fornendo in modo estremamente semplificato indicazioni comportamentali utili ad affrontare
possibili scenari operativi che potrebbero ricorrere nella vita dell’impresa.

L’introduzione nel tessuto normativo delle disposizioni sin qui delineate ha avuto il pregio di integrare il contenuto del Testo Unico in materia di Salute e Sicurezza accendendo attraverso la porta dell’art. 271 Dlgs 81/2008 che impone al datore di lavoro la valutazione del rischio biologico (nel quale rientra certamente il contagio virale) e dotando di contenuto specifico le misure precauzionali da adottare per evitare il contagio in occasione del lavoro (artt. 15 e ss Dlgs 81/2008).
Pertanto, la violazione delle disposizioni che impongono le misure precauzionali finalizzate alla prevenzione degli infortuni (contagio) potrebbe costituire il perno attorno al quale costruire una eventuale contestazione a carico del datore di lavoro per delitti di lesioni ed omicidio colposi.
Tuttavia, in sede processuale, perché il datore di lavoro sia considerato responsabile dell’infortunio del lavoratore, dovrà essere accertato che il contagio sia avvenuto in “occasione del lavoro” (art. 2 Dlgs 81/2008) e si sia verificato in seguito alla mancata adozione di misure precauzionali.
Ebbene, proprio l’accertamento del legame causale tra i due fattori (mancata adozione delle misure precauzionali ed evento – contagio) si espone a maggiori criticità interpretative.
Infatti, si evidenzia come a causa dell’alta capacità di trasmissione del virus sarà particolarmente difficile dimostrare come il contagio si sia verificato in ambito lavorativo (e non in altri ambiti) ed individuarne la causa nella mancata adozione delle misure precauzionali.
Inoltre, a complicare il quadro, contribuisce la momentanea assenza di una legge scientifica di copertura idonea ad escludere spiegazioni causali del contagio alternative rispetto a quella che afferma la sussistenza di un collegamento causale tra l’omissione del datore di lavoro (mancata predisposizione e rispetto delle misure precauzionali) e lo sviluppo dell’infezione virale (2).

(2) Cass. pen. Sez. IV Sent., 09/03/2016, n. 13138 (rv. 266362) “In tema di infortuni sul lavoro, in presenza di patologie riconducibili a più fattori causali, qualora la rilevanza causale della condotta omissiva sull’evento patologico sia caratterizzata da una mera probabilità statistica, la ricostruzione del nesso eziologico impone la sicura esclusione di fattori causali alternativi, potendosi solo così attribuire ad un fattore causale statisticamente poco incidente il rango di elevata probabilità logica”. (Fattispecie in cui la Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata escludendo la possibilità di affermare con certezza, sulla base degli elementi acquisiti, la dipendenza eziologica della patologia riscontrata

In conclusione, il datore di lavoro per andare esente da responsabilità dovrà: preliminarmente valutare se la prosecuzione dell’attività lavorativa sia indispensabile e non siano applicabili modalità lavorative agili (anche alla luce dei forti incentivi economici alla sospensione momentanea dell’attività); successivamente, nonostante non sia previsto un obbligo, è auspicabile l’aggiornamento del Documento di Valutazione dei Rischi attraverso la profilazione del rischio contagio da Covid19 e l’elencazione delle specifiche misure adottate al fine di azzerare o quantomeno ridurre il rischio contagio nell’ambiente lavorativo. In alternativa, qualora le misure attuate non abbiano modificato l’assetto organizzativo sarà sufficiente predisporre, come segnalato dall’accordo interconfederale del 14 marzo 2020, specifici protocolli rafforzativi o integrativi delle misure igieniche precauzionali.
Infine, al di là dell’aspetto documentale e di quello processuale, si segnala come su indicazione della Regione Veneto siano state programmate verifiche individuali da parte degli SPISAL locali per verificare il rispetto della metodica di prevenzione, per questo motivo appare estremamente significativo che il datore di lavoro adegui la propria struttura aziendale alle misure precauzionali previste e nel caso di incapacità ad adempiere a tali raccomandazioni si astenga dal proseguire
l’attività.

Avv. Felice Rubino

Fonti:
Protocollo di regolazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid19 negli ambienti di lavoro – Accordo Interconfederale del 14 marzo 2020;
Coronaviurs: controlli SPISAL sull’applicazione dei protocolli aziendali anti contagio
www.confindustria.vicenza.it;
Coronavirus: tutte le notizie pubblicate su confindustria.vicenza.it – aggiornamento continuo elenco costantemente aggiornato di tutti i contenuti di interesse delle imprese in relazione all’emergenza COVID-19 in www.confindustria.vicenza.it;
COMUNICATO SPISAL 19 MARZO 2020 EMERGENZA COVID-19 – PARTIMENTO DI PREVENZIONE U.O.C. Servizio Prevenzione Igiene e Sicurezza Ambienti di Lavoro Azienda ULSS 9 – Scaligera in
https://spisal.aulss9.veneto.it/Coronavirus-Informazioni-per-i-datori-di-lavoro

 

CONDIVIDI: